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curiosità
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Una VACCA allunga la vita

 

Vent’anni fa nasceva il progetto “Send a cow”.

 

Una vacca da latte allunga la vita. Anzi, può salvare e migliorare molte vite.

Non è una battuta, né un modo di dire, ma un’idea semplice, un po’ folle, che per centinaia di famiglie africane è divenuta realtà.

Tutto è iniziato nel 1988, grazie all’intuizione di un gruppo di allevatori inglesi del Devon, accomunati dalla fede cristiana e dal desiderio di fare un gesto concreto di solidarietà.

Producevano troppo, secondo i parametri delle quote latte fissati dall’UE.  E allora, pensarono, perché non caricare su un aereo vacche gravide e mandarle in Uganda, nei villaggi rurali dove ogni famiglia ha in media sette figli e ancora ci si ammala e si muore di malnutrizione, invece di inviare gli animali ancora in buona salute al macello. E ha funzionato. “Send a cow”(spedisci una vacca) è diventato il nome di un’organizzazione onlus di carità che giusto in questi giorni festeggia vent’anni, e un bilancio davvero lusinghiero. All’inizio gli scettici non sono mancati e qualcuno temeva che le vacche non si sarebbero adattate, anche se il clima degli altipiani ugandesi in realtà è molto simile a quello del Devon.

 

Tesoro vivente

Ma non è andata così. Le prime famiglie destinatarie dell’inatteso dono, nel territorio della diocesi di Mukono,  capirono subito che una singola vacca da latte era un tesoro. Intanto c’erano una decina di litri di latte al giorno per migliorare di molto la dieta di bambini e adulti. Poi chili di letame per fertilizzare i campi più aridi e raddoppiare i raccolti di frutta e ortaggi. E presto nacquero i primi vitelli, dando il  via a un ciclo produttivo che ha aiutato tante famiglie a uscire dalla povertà. Nel villaggio di Ngungulo ancora si ricordano di “Tutti”, la vacca gravida inviata da “Send a cow” grazie a una sottoscrizione tra i lettori del quotidiano Times. Per merito suo e dei suoi discendenti, gli allevatori della comunità locale hanno potuto vendere il latte, i loro figli hanno potuto andare a scuola e al posto delle tradizionali capanne di fango oggi ci sono dei fabbricati di mattoni. Poche le regole base da rispettare: il primogenito di ogni vacca ricevuta in dono va a sua volta regalato a un’altra famiglia che non ne ha. Oggi l’associazione stima di aver dato una mano, direttamente o indirettamente a circa 13mila famiglie e opera non solo in Uganda, ma anche in Lesotho, Camerun, Ruanda e altri Paesi. Una bella favola? No, una storia vera.

 

Articolo apparso su L’Allevatore magazine – n. 17 – 1 ottobre 2008

 


La politica dei piccoli passi

Il motto di “Send a cow” è “cambia il futuro di una famiglia”. Oggi l’associazione inglese ha la sua sede a Bath, conta 130 volontari ed è attiva in diversi Paesi africani, dove ha aiutato a sviluppare anche allevamenti di pecore, pollame e conigli. Per saperne di più e per chi è interessato a donazioni e collaborazioni, l’indirizzo è : Send a Cow, The Old Estate Yard, Newton St Loe, Bath BA2 9BR

TEL. 01225 874 222

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Sito www.sendacow.org.uk